MADRE LAVORATRICE E PERMESSI

27/10/2015

Nessuna sanzione per la madre lavoratrice che decide spontaneamente di non fruire più dei permessi giornalieri in precedenza chiesti al datore. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con l’Interpello n. 23 del 24 settembre 2015, ha fornito utili chiarimenti circa la disciplina dei riposi giornalieri per la lavoratrice madre durante il primo anno di vita del bambino (art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001).  Sul punto, è stato specificato che i suddetti riposi hanno natura di diritto potestativo; ragione per cui, la lavoratrice madre, qualora non intenda più godere dei permessi in precedenza chiesti al datore, può liberamente e spontaneamente rinunciarvi senza che per questo il datore di lavoro rischi di essere sanzionato, ai sensi dell’art. 46 del T.U. maternità/paternità (D.Lgs. n. 151/2001).

Premessa Il MLPS è stato interrogato in merito all’applicazione della sanzione amministrativa (art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001), qualora la lavoratrice madre non intenda più godere, spontaneamente e per proprie esigenze, dei permessi già richiesti al datore di lavoro. Il quesito Il CNO dei Consulenti del Lavoro ha avanzato istanza di interpello per avere maggiori lumi in merito alla corretta interpretazione dell’art. 39, D.Lgs. n. 151/2001 (T.U. maternità/paternità) afferente alla disciplina dei riposi giornalieri per la lavoratrice madre durante il primo anno di vita del bambino.

In particolare è stato chiesto di sapere se, nelle ipotesi in cui la lavoratrice madre non intenda usufruire, spontaneamente e per proprie esigenze, dei permessi già richiesti al datore di lavoro, possa trovare o meno applicazione nei confronti di quest’ultima la sanzione contemplata dall’art. 46 del T.U. in trattazione (“sanzione amministrativa da lire un milione a lire cinque milioni”. Riposi giornalieri In via preliminare, il Ministero del Welfare richiama la disposizione contenuta nell’art. 39 del D.Lgs. n. 151/2001, il quale stabilisce che “il datore di lavoro deve consentire alle lavoratrici madri, durante il primo anno di vita del bambino, due periodi di riposo, anche cumulabili durante la giornata. Il riposo è uno solo quando l’orario giornaliero di lavoro è inferiore a sei ore”. I periodi di riposo, in particolare, hanno la durata di un’ora ciascuno e sono considerati ore lavorative agli effetti della durata e della retribuzione del lavoro. Ciò comporta il diritto della donna ad uscire dall’azienda. Diritto potestativo Detto quanto sopra, il MLPS sottolinea come il suddetto diritto si configuri come “diritto potestativo”, inteso quest’ultimo quale situazione giuridica soggettiva consistente nell’attribuzione di un potere alla lavoratrice madre cui corrisponde dal lato del datore una posizione giuridica passiva di soggezione e non di obbligo; il datore deve, infatti, consentire alla madre la fruizione dei permessi qualora la stessa presenti esplicita richiesta. Più nel dettaglio, a differenza di quanto avviene nell’ipotesi di astensione obbligatoria per maternità, la lavoratrice madre può scegliere se esercitare o meno il proprio diritto, fruendo dei summenzionati riposi. Mentre nell’ipotesi in cui decida di esercitarlo e il datore di lavoro non le consenta il godimento dei periodi di riposo troverà applicazione la sanzione amministrativa pecuniaria stabilita dall’art. 46 del D.Lgs. n. 151/2001.

Il quesito: Qualora la lavoratrice madre non intenda più fruire dei permessi già richiesti al datore di lavoro, è passibile di sanzione amministrativa?

Risposta del MLPS Differente è il caso in cui la lavoratrice madre presenti una preventiva richiesta al datore di lavoro per il godimento dei permessi giornalieri e successivamente, in modo spontaneo e per proprie esigenze non usufruisca degli stessi per alcune giornate. In quest’ultimo caso, infatti, secondo il Ministero del Lavoro non sembra ravvisabile la violazione dell’art. 39 e di conseguenza non potrà trovare applicazione la misura sanzionatoria ad essa collegata. In ogni caso resta ferma la possibilità, da parte degli organi di vigilanza, di effettuare eventuali verifiche in ordine alla spontaneità della rinuncia della lavoratrice circa il godimento dei permessi in questione. Al riguardo appare pertanto opportuno che la suddetta rinuncia sia giustificata da ragioni che rispondano in modo inequivocabile ad un interesse della lavoratrice (ad es. frequenza di un corso di formazione, impossibilità di rientrare in casa in ragione di uno sciopero dei mezzi pubblici ecc.).

RIPOSI GIORNALIERI Si configura come diritto potestativo; la madre lavoratrice può scegliere se esercitare o meno il proprio diritto (posizione giuridica attiva);  il datore di lavoro deve consentire alla madre la fruizione dei permessi qualora la stessa presenti esplicita richiesta (posizione giuridica passiva).

Chiarimenti del MLPS Se la lavoratrice madre presenti una preventiva richiesta al datore di lavoro per il godimento dei permessi giornalieri e successivamente, in modo spontaneo e per proprie esigenze non usufruisca degli stessi per alcune giornate, non scatta la sanzione amministrativa.