A due mesi dalla sua entrata in vigore, risultano positivi i risultati dell’introduzione del conto in banca a costo agevolato per famiglie e pensionati con redditi bassi (in base all’ISEE): attivo per legge dal 19 giugno, il conto base ha un costo flat annuale calmierato – senza addebito di altre spese, oneri o commissioni di alcun tipo – e consente un numero limitato di operazioni, specificamente indicate nell’allegato A del decreto del Ministero dell’Economia 70/2018.
I primi numeri li ha forniti l’ABI, che ha ricordato anche gli effetti positivi dell‘innalzamento delle soglie di reddito previste per accedere al conto low cost, tali da a ampliare la platea dei beneficiari.
L’iniziativa era stata infatti anticipata dall’Italia nel 2012 grazie ad una Convenzione tra Banca d’Italia, MEF, ABI, Poste e AIIP. Il decreto 2018 ha poi previsto semplificazioni per i pensionati e soglie ISEE più convenienti.
Operazioni e costi
In estrema sintesi, si possono fare 12 prelievi presso sportelli non della propria banca, ricevere 36 pagamenti tramite bonifico ed effettuarne 18, 12 versamenti contanti e assegni.
Un sevizio di base, insomma, con le operazioni aggiuntive rispetto a quelle incluse nel flat che vengono addebitate, «nel rispetto dei criteri di ragionevolezza e coerenza con finalità di inclusione finanziaria».
Beneficiari
Il conto bancario di base è accessibile a contribuenti con un ISEE fino a11.600 euro, può essere cointestato solo con i componenti del nucleo familiare compreso nel tetto. Bisogna ogni anno comunicare alla banca il proprio ISEE (basta un’autocertificazione, per attestare il possesso del requisito).
I pensionati possono aprire il conto base se hanno un assegno previdenziale fino a 18mila euro, in questo caso le caratteristiche del conto sono un po’ diverse sul fronte dei servizi inclusi (elencati nell’allegato B del decreto). Non è possibile essere titolari di più di un conto di base.
Il provvedimento specifica infine che il canone annuo deve essere “ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziario”, che significa non eccedere in ogni caso l’importo mediano delle spese applicate nel semestre precedente ai propri clienti per l’effettuazione delle operazioni e servizi in questione.
Anche il costo delle operazioni aggiuntive, si considera ragionevole e coerente con finalità di inclusione finanziaria quando non eccede l’importo mediano delle spese applicate nel semestre precedente ai propri clienti.

