Ultime ore per la presentazione del 730/2016, mentre l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi dati sull’ andamento della stagione dichiarativa: al 18 luglio sono 1,8 milioni i modelli precompilati inviati direttamente dai contribuenti, 500mila in più rispetto a quelli trasmessi complessivamente lo scorso anno. In 14,8 milioni si sono rivolti a CAF e professionisti. I dati sono forniti dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in audizione alla commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe Tributaria, e sono con ogni probabilità molto vicini a quelli definitivi, visto che il termine ultimo per la presentazione del 730/2016 è il 22 luglio.
Dal 15 aprile al 18 luglio hanno effettuato l’accesso alla propria dichiarazione dei redditi precompilata 3 milioni e 300mila persone: il 60% ha utilizzato le credenziali dell’Agenzia delle Entrate, il restante 40% ha utilizzato Spid (il nuovo sistema pubblico di identità digitale), o il pin degli enti federati (INPs, NoiPA). Ai 1,8 milioni di 730/2016 precompilati inviati entro il 18 luglio si aggiungono 100mila modelli UNICO, e 400mila dichiarazioni che risultavano integrate o modificate ma non ancora inviate.
Nel primo caso, sono esclusi nei confronti del contribuente eventuali controlli formali sugli oneri esposti in dichiarazione da parte dell’Agenzia delle Entrate, nel secondo caso saranno gli intermediari a dover rispondere all’Amministrazione finanziaria. Attenzione: questo vale solo per la presentazione del modello 730 precompilato senza modifiche, non per il modello UNICO, che come è noto quest’anno debutta in forma precompilata, ma che andrà necessariamente integrato o modificato, perché contiene molti meno dati.
Altra novità 2016 segnalata da Orlandi, la possibilità di presentare il modello di dichiarazione in forma congiunta direttamente al Fisco (l’anno scorso, bisognava invece rivolgersi a un intermediario). Al 18 luglio, le dichiarazioni inviate in forma congiunta sono 93mila.
Per quanto riguarda i dati inseriti in dichiarazione precompilata, sono affluiti da enti esterni circa 700 milioni di informazioni su spese deducibili e detraibili (le novità 2016: spese sanitarie, universitarie, funebri, previdenza complementare, ristrutturazione edilizia e riqualificazione energetica): 520 milioni di documenti di spesa sanitaria, 7,4 milioni di comunicazioni su bonus ristrutturazioni ed energia, 3,6 milioni di contributi previdenza complementare, 3 milioni di comunicazioni su spese universitarie, 0,7 milioni per le comunicazioni di spese funebri.
A chiarirlo è stata l’Agenzia delle Entrate con la Risoluzione n. 55/E/2016 in risposta ad un interpello con il quale chiarisce che tale tipologia di spesa va equiparata a quelle per il personale dipendente poiché il rapporto di lavoro che si instaura tra l’azienda utilizzatrice ed il lavoratore ha caratteristiche analoghe a quello che si instaura tra datore di lavoro e dipendente.
Dunque anche per i lavoratori somministrati alle imprese che effettuano investimenti in attività di ricerca e sviluppo viene riconosciuto un credito d’imposta pari al 25% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015. Spetta un credito d’imposta del 50% per le spese relative al personale altamente qualificato e per quelle relative a contratti di ricerca, contratti con Università, enti di ricerca e altre imprese, comprese le start-up innovative.
L’agevolazione introdotta dal D.L. n. 145/2013, convertito con modificazioni dalla legge 21 febbraio 2014, n. 9, e modificato dal comma 35 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) spetta per i costi sostenuti a partire dall’anno d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014 e fino a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Con riferimento al contratto di somministrazione, sono esclusi dal beneficio i costi sostenuti dal datore di lavoro relativi al contratto commerciale stipulato con il somministratore.

